2023-07-26T19:34:49
Che cosa sono gli uomini in confronto alle rocce e alle montagne?
Mentre superficialmente è un romanzo, questo da solo non basterebbe a spiegare la immensa popolarità di questo libro. Come il suo titolo iniziale, First Impressions (prime impressioni), suggere, in esso c'è molto di più di una semplice storia di amore. Tratta essenzialmente della filosofia dell'amore ma, come romanziera, la esplorazione del tema da parte di Austen è quella di un pittore o un poeta: non formale, ma astratta, più profonda e accattivante, esprimendo quello che si può sentire ma che non può essere facilmente razionalizzato.
Verso la moglie provava un'unica e molto scarsa gratitudine, quella di aver contribuito a divertirlo con la sua ignoranza e la sua stupidità. Non è certo questa la felicità che in generale un uomo si aspetta dalla propria moglie, ma quando mancano altri motivi di interesse, il vero filosofo trarrà beneficio da quelli che gli sono forniti.
Il signor Bennet, il filosofo in questione in questo passaggio così caratteristico dell'umore e tono generale del libro, condivide con sua figlia uno spirito veramente socratico nel suo disprezzo e disdegno per l'ostentazione e la finzione, pur rimanendo deferenti nei riguardi della vera sapienza. In una delle interazioni centrali con il signor Darcy, la loro discussione sulle follie e vizi, vanità e orgoglio, Elizabeth dice su questo tipo di derisione:
Spero di non mettere mai in ridicolo ciò che è saggio e buono. Stravaganze e sciocchezze, capricci e assurdità mi divertono, lo ammetto, e ne rido ogni volta che posso. Ma queste cose, suppongo, sono proprio quelle da cui voi siete immune.
La prima affermazione è fondamentale per il libro quanto la seconda: proprio come non è semplicemente un romanzo, non è semplice derisione e biasimo sociale. Piuttosto, ciascuno dei suoi grandi personaggi ha un impegno verso la verità e l'onestà, spesso a suo danno, e questi sono al centro di tutti i rapporti esemplari tra di loro. Questo vale sopratutto per Elizabeth e Darcy, che difendono questi principi con vigore:
Non devi difenderla solo perché è Charlotte Lucas. Non devi, per salvare una persona, cambiare il significato della rettitudine e dell'integrità morale, né sforzarti di persuadere me o te stessa che l'egoismo sia prudenza, e l'incoscienza del pericolo sicurezza di felicità.
Queste aspre accuse avrebbero potuto essere represse, se avessi nascosto con maggiore accortezza le mie resistenze, e vi avessi lusingata a credere di essere spronato da un'inclinazione senza riserve, incontaminata; dalla ragione, dalla riflessione, da tutto. Ma la finzione, in qualsiasi forma, mi ripugna.
Questa disposizione comune, più di ogni cosa, è la base della loro attrazione irresistibile, nonostante la loro iniziale animosità, e lo sviluppo del loro romanzo. In una frase spesso citata del film del 2005 (superbo di per sé), Elizabeth dice:
Solo il vero amore può indurmi al matrimonio, ragion per cui morirò zitella.
Anche se non è tratto dal libro, è una buona sintesi delle parole di suo padre dopo che Darcy ha chiesto la sua mano in uno degli ultimi capitoli:
Conosco il tuo carattere, Lizzy. So che non potrai mai essere né felice né degna di rispetto, se non stimerai davvero tuo marito, se non guarderai a lui con l'ammirazione che si deve a un uomo superiore. Le tue brillanti qualità ti metterebbero in enorme pericolo in un matrimonio inadeguato. Non potresti evitare discredito e infelicità. Bambina mia, non farmi soffrire vedendo te incapace di rispettare il compagno della tua vita. Non sai che cosa ti aspetta.
Che la verità e onestà sono una precondizione essenziale per ogni virtù e per ogni rapporto significativo è uno dei principi fondamentali del libro. Non si può rispettare qualcuno di cui non ci si fida per la sua onestà. Questo è brillantemente dimostrato dal controesempio negli altri matrimoni della storia.
Aristotele identifica nella sua Etica, una delle più grandi opere filosofiche di tutti i tempi, tre tipi di relazioni, secondo l'oggetto del loro affetto, e queste sono raffigurate perfettamente nei matrimoni in Orgoglio e Pregiudizio.
Lydia e Wickham, la loro avventata fuga e il loro matrimonio affrettato, sono esemplari della relazione di piacere. Lei, vanitosa e volgare, e per questo motivo incontinente e irresponsabile; lui, ingannevole e superficiale, con solo una parvenza di carattere; “una coppia che si era unita solo perché le passioni erano state più forti della virtù”, come dice Elizabeth. Charlotte e il signor Collins, d'altra parte, esemplificano la relazione di utilità, altrettanto disprezzata da lei.
Queste due esistono solo finché dura l'interesse corrispondente. Quando finisce la loro infatuazione iniziale, il rapporto tra il signor e la signora Bennet si deteriora. Quando Whickham non vede più alcun beneficio nello stare con la sua attuale compagna, passa a un'altra. A queste si oppone la relazione di Elizabeth con Darcy, la relazione di virtù. È l'unica che può perdurare: come dice il Filosofo, e il romanzo corrobora, “perdura dunque finché siano buoni e la virtù è cosa stabile”. Ed è la virtù che Austen esalta attraverso Mary quando lei, in un lucido momento di allontanamento del suo solito tono schiacciante e erudito, proclama:
Per quanto infelice sia questo evento per Lydia, possiamo trarne un'utile lezione; che in una donna la perdita della virtù è irreparabile, che un passo falso la conduce alla rovina eterna, che la sua reputazione non è meno fragile della sua bellezza, e che la cautela non sarà mai troppa nel modo di comportarsi verso l'indegnità dell'altro sesso.
Questa giustapposizione di fragilità e bellezza è un altro segno della grandezza di Austen come romanziera. Scrivendo in un momento in cui il femminismo — il movimento con il nome più ironico della storia — e filosofie simili cominciavano a prendere forma, lei annienta le loro proposizioni rendendo ammirabili i suoi personaggi femminili non perché protestano contro le norme sociali rifiutando completamente la moralità e il pudore, ma perché mostrano, attraverso la loro adesione a questi senza mai tradire il suo proprio spirito (femminile), vera magnanimità.
Il carattere selvaggio di Elizabeth è consumato nella sua relazione con Darcy (e così è anche il suo, a sua volta, a modo suo): lei diventa la “donna veramente realizzata” profetizzata in precedenza: “terrificante da osservare” (un'altra frase del film che non viene dal libro, ma potrebbe benissimo venire). Lei riflette quando inizia a provare affetto per Darcy dopo avere letto la sua lettera:
“Ho agito in modo veramente spregevole!” esclamò. “Io, che ero orgogliosa del mio acume! Io, che mi reputavo così intelligente! che ho spesso disprezzato il generoso candore di mia sorella, e gratificato la mia vanità con una diffidenza inutile e biasimevole! Che scoperta umiliante! Eppure, com'è giusta questa umiliazione! Se fossi stata innamorata, non avrei potuto essere più terribilmente cieca. Ma è stata la vanità, non l'amore, la mia follia. Compiaciuta dalla preferenza dell'uno, e offesa dall'indifferenza dell'altro, immediatamente dopo averli conosciuti, ho coltivato preconcetti e ignoranza, e ho messo da parte il buonsenso nei confronti di entrambi. Fino a oggi, non ho mai saputo chi fossi”.
La sua ultima frase riecheggia l'antica ingiunzione delfica: γνῶθι σεαυτόν; Platone, il venerato maestro di Aristotele, nel suo Simposio fa Diotima di Mantinea raccontare a Socrate che la funzione finale dell'amore è rivelare il percorso verso la bellezza e la virtù. Continuando questa antica linea di filosofia, i personaggi di Austen sono completamente trasformati, attraverso il loro rapporto, in persone più realizzate e migliori. In reciproca sottomissione, come dice il passo della Scrittura, le loro proprie limitazioni e vizi vengono loro rivelati. E grazie al loro impegno verso l'onestà e l'uno verso l'altro, sono spinti al miglioramento reciproco. Come dice Darcy quando sono finalmente fidanzati:
Da te, sono stato giustamente umiliato. Venni da te senza alcun dubbio su come sarei stato accolto. Mi hai mostrato quanto fossero inadeguate tutte le mie pretese di piacere a una donna degna di essere amata.
È una verità (a volte) universalmente riconosciuta che l'amore più profondo sia un desiderio universale. Orgoglio e Pregiudizio, estremamente audace per l'inizio del XIX secolo, e scritto all'età straordinaria di ventuno (anche se è stato rivisto quindici anni dopo prima della sua pubblicazione), continua ad essere uno dei romanzi più popolari — e qui “popolare” è meritato e non un insulto — perché mostra il vero amore: ciò che richiede e qual effetto ha sulle anime di coloro che tocca. E per questo sarà perpetuamente rilevante. È, come la sua autrice, la femminilità al suo meglio.